
INTERVISTA AD ALESSANDRO (CAEIRI HC)
di Andrea G.
A: Caeiri HC. Innanzitutto iniziamo con il dire che ho ascoltato tutto il lavoro ed è una pura crudezza sonora, molto vecchio stile, molto DIY e anche originalissima su molti punti. Come nasce l'idea del progetto?
ALE: l'idea in realtà nasce in modo piuttosto stupido, infatti in primo luogo il progetto è nato proprio a causa del nome. Caeiri hc è infatti il cognome di una mia amica al contrario e ho trovato figo il fatto che finisse con hc, banalmente.
in secondo luogo è nato dalle ceneri di un mio vecchio progetto mai completato che si chiamava R. F. A., e ha costituito me un'occasione per riprendere temi di cui volevo da tempo parlare visto che nel progetto precedente non ci ero riuscito
A: E ci sono rimasugli di R. F. A. oppure è un lavoro che nasce a se stante?
ALE: R.F.A. era nato da un'ispirazione improvvisa e alla fine non era altro che un pezzo di carta con testi e idee. tutto ciò che è rimasto di R.F.A. in Caeiri è il sound, che cerca di spostarsi soprattutto verso sonorità più crude e a tratti noise e alcuni dei temi trattati. Inoltre i due progetti differiscono molto anche per la scelta di linguaggio che presentavano.
A: Parlando di sonorità invece, quali sono le cose che lo ispirano? Parlando di influenze musicali.
ALE: per questo progetto in realtà ce ne sono state molte di meno, ma quelle principali sono state soprattutto Dead Kennedys, Hanatarash e qualche pezzo rap di cui non ricordo il nome.
A: A livello di messaggio invece? Si può parlare di un messaggio o è puro voler suonare?
ALE: il messaggio, o meglio l'idea principale, che fa da protagonista nella prima traccia e che dà un perché alla copertina, è un mio disagio personale, che recentemente ho scoperto essere molto piu diffuso di quanto pensassi. questo disagio è nato per via del fatto che nella mia città, sembra esserci una categoria di ragazzi che io chiamo "ragazzi della foto di gruppo". loro sono la moda, il dato più frequente. sembrano tante copie tutte uguale, coi ricciolini, le scarpe colorate e le airpods, uguali nel parlare, nella musica che ascoltano e nei gesti che fanno. a me sembrano una grande foto di gruppo, piena di gente che posa pur di apparirci.
il nome è ovviamente una citazione al pezzo di bassi maestro, per il cui sembra che tutti questi ragazzi abbiano una sorta di reverenza, consapevoli del fatto che dimostrando di conoscerlo, possono apparire più unici e più lontani da all'estetica trap che fanno invece trasparire.
A: È una realtà sempre più presente a quanto pare.
ALE: purtroppo si, anche se sono curioso di veder quando arriverà la prossima moda.
A: Invece ho scorto delle foto di un progetto molto interessante. Delle tape attaccate in giro e con accanto un chiodo (dimmi se sbaglio). Ce ne puoi parlare? Fa parte del progetto o di una cosa a parte?
ALE: si tratta proprio dello stesso progetto. Quando è uscito ho fatto subito un paio di copie in cassetta, e ho deciso di attaccarle sui muri della mia città per diversi motivi. in primis, speravo che le cassette, esposte a intemperie e all'aria potessero rovinarsi, soprattutto il chiodo, che è stato messo li solo per diventare ruggine - tutto questo per riprendere il tema dell'ultimo pezzo. in secondo luogo le ho appese in quei determinati punti perché sono luoghi molto frequentati dai ragazzi della foto di gruppo, e dunque l'affissione ottiene anche uno scopo pubblicitario.
A: È molto sapere che esiste ancora questo attivismo e questa attitudine che oltre alla musica abbraccia altri concetti. Come ultima domanda mi viene da chiederti: come pensi si evolverà il futuro della scena hardcore in Italia?
ALE: secondo me l'unico modo per salvare la musica senza continuare a fare copie di ciò che è stato già fatto è unirla ad altri campi in modi in cui ancora non è stato fatto. comunque riguardo alla scena hc Italiana in realtà non so molto, ma credo che il problema principale sia che esso rimane pur sempre un genere un po di nicchia nel contesto italiano, e molto spesso è piu difficile sperimentare partendo da una nicchia, perché molto probabilmente se ne creerà una ancora più piccola. la sperimentazione, che io ritengo sia l'unico modo per far evolvere un genere musicale, risulta molto più semplice quando il genere arriva al mainstream, infatti i generi la cui sperimentazione ha avuto piu successo sono proprio quelli che sono andati di moda fino ad ora.
A: Ti ringrazio! Speriamo di vedere nuovi lavori. Un ultima unica parola per descrivere il progetto?
ALE: "ruggine".









